martedì 15 aprile 2014

Collaborazione Fattoria di Gratena: Un Vino Diventato Leggenda

Carissime mi scuso per l'immenso ritardo e vista l'ora notturna vi auguro un sereno riposo. Purtroppo è la prima volta in assoluto che mi capita di scrivere una recensione a notte fonda ma sono tornati i problemi con la connessione e stamattina ho sclerato maledettamente, soprattutto perchè quando prendo un impegno con un'azienda, per me è sacrosanto e a costo di scrivere la notte, non mi tiro indietro. Sono momenti difficili come questi che mi fanno capire che ci tengo tantissimo al mio blog, a quell'improvviso getto di pensieri che mi passano per la testa e che diventano un post fatto con la mia passione e professionalità. Oggi sono stata particolarmente male, un po' per l'allergia che dilaga e un po' perchè ero consapevole che avrei dovuto rinunciare a questo mio momento blog. Per fortuna "un angelo" è venuto in soccorso e ho potuto tranquillizzarmi un pochino, ma con il timore che domani possa tornare il peggio, vi annuncio che sto scrivendo alle 2.25 ^_^ Qualche settimana fa ho avuto il privilegio di poter collaborare con La Fattoria Di Gratena, un posto immerso nel verde rigoglioso della Toscana, precisamente a pochi minuti dalla città di Arezzo. Immaginate un luogo dove il tempo sembra si sia fermato...una lunga distesa di viti e ulivi s'innalzano al cielo carichi di doni preziosi. Ma c'è una vigna in particolare che sembra attirare la nostra attenzione, sembra chiamarci con lievi sussurri e volerci narrare una storia...
 Quella piccola vigna di appena 700/800 piante ricavata nella parte più alta dell’azienda l’abbiamo 
chiamata sempre “La vigna del Beppone”.
Beppone è stato l’ultimo contadino a mezzadria della fattoria e ha accudito questa vigna, già 
novantenne, fino al 1980.
Solo ora a distanza di tanti anni abbiamo capito perché dalla fine di agosto fino alla raccolta 
Beppone trascorreva gran parte della giornata fin dal mattino presto in quella vigna.
Era uva dolcissima che maturava per prima con un anticipo di 3 settimane rispetto alle altre e perciò 
era preda degli uccelli del bosco circostante.
Lui lo sapeva e faceva la guardia al raccolto.
In effetti negli anni più recenti al momento della raccolta restava ben poco di quell’uva che già dava 
poco frutto per l’età delle piante, messe a dimora o innestate probabilmente negli anni ’50 dal 
precedente proprietario.
Nel 1997 dovevamo programmare l’estirpo di alcuni appezzamenti per procedere al graduale 
rinnovo dei vigneti. Tra le particelle da estirpare pensavamo di includere anche la vigna del 
Beppone per l’età e la bassa resa. 
Quell’anno all’epoca della vendemmia facemmo un giro anche nella vigna del Beppone: c’era un 
po’ d’uva, forse 80/100 chili. Notammo che le foglie della vite erano molto strane per una 
Sangiovese e più simile a quella di un Cabernet o di un Merlot. L’uva era dolcissima e 
coloratissima, quasi inchiostro, ma non aveva per nulla l’erbaceo del Cabernet.
Ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di far vinificare separatamente quei pochi grappoli. 
Baldo, il fattore, si prese cura di quella damigiana di vino. Lo abbiamo assaggiato verso dicembre, 
era scurissimo, denso, violaceo, sapeva quasi di catrame, molto tannico, quasi sgradevole. 
Pensammo che era proprio il caso di procedere all’estirpo di quel vigneto. Come diceva Baldo 
quell’uva veniva utilizzata solo per dare colore al resto del vino, non era però colorino, il vitigno 
tipico usato nel chianti a tale scopo.
Abbiamo rivisto Baldo a marzo dell’anno dopo. Disse che aveva una sorpresa per noi e fece vedere 
quella damigiana che, nonostante gli avessimo detto di eliminare, aveva continuato a travasare e a 
tenere da conto. Assaggiammo nuovamente quel vino e fu una sorpresa per il meraviglioso sapore e 
per il particolarissimo e piacevole profumo. Capimmo che era un cavallo di pura razza, un 
campione.
 Facemmo subito zappare e curare radicalmente quella piccola vigna del Beppone. A gennaio del 
’99 facemmo innestare circa 6000 barbatelle che furono piantate a febbraio del 2000. Altre 8000 
barbatelle sono state piantate a Febbraio del 2008. Altre sono in programma a brevissimo. 
Contemporaneamente avevamo iniziato la sperimentazione vinicola con il prodotto ricavato dalla 
vecchia vigna ottenendo prima la conferma delle straordinarie qualità di quel vitigno in quella terra 
e ottenendo successivamente livelli di qualità di quel vino sempre più elevati. 
Ovviamente restava la curiosità di capire di che vitigno si trattasse. Certamente non era sangiovese, 
colorino, merlot o cabernet. 
L'università di Milano con il Prof. Scienza ha seguito uno studio triennale e dopo quasi 10 anni 
questo nuovo vitigno, senza DNA, è stato omologato con Decreto Ministeriale del 28/05/2010 con il 
nome di "GRATENA NERO". Trovo bellissima questa storia, ci fa davvero riflettere tanto e pensare che nella vita bisogna avere pazienza e dare sempre una seconda possibilità perchè il risultato potrebbe stupirci. E' arrivato il momento di mostrarvi cosa ho ricevuto...


Vitigno: 100% Gratena a coltivazione biologica ( unici proprietari e produttori)
Colore violaceo
Qualità: vino di superiore e intensità gusto aromatica, di eccezionale ricchezza cromatica ed estrattiva. L'asse portante è polpa di frutto, distillata dal grado ,di concentrazione maestosa, tutta avvolta da felpati e mentosi balsami di vaniglia e dolci spezie del rovere. Un vino sicuramente interessante che ha destato l'attenzione della mia famiglia, soprattutto di mio padre che, come ricorderete, è appassionato di vini ed è sempre alla ricerca di emozioni e sensazioni nel gustare un buon bicchiere di vino. Un sapore corposo, speziato e un profumo che affascina e ci riporta alla "Vigna del Beppone", dove tutto è iniziato, un racconto che ha appassionato il mio papà a tal punto da voler rileggere tante volte questa storia. Ora vi mostro con quale piatto l'abbiamo gustato per festeggiare la Domenica Delle Palme.


Rollè di suino e salsiccia imbottita con contorno di carote, piselli e pancetta. Una domenica veramente ben riuscita che ha reso tutti di buonumore e quindi non posso che essere lieta di aver conosciuto La Fattoria di Gratena, un'oasi incontaminata dove la tradizione regna Regina. 

ecco il link del sito: http://www.gratena.it/

9 commenti:

  1. questo è un prodotto della mia terra, la Toscana :) ho avuto anch'io il piacere di provare questo vino e l'ho trovato delizioso ^.^

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  2. che bontà, a quest'ora è un attentato alla fame...

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  3. Ho già sentito parlare di Fattoria di Gratena ma non ne avevo mai letto la storia davvero molto particolare. Complimenti per il piatto molto gustoso e che bel colore questo vino

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  4. ciao concy! passo per un salutino, che buon vino! e che buona la carne ^.^

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  5. Ciao!! Non ho mai sentito parlare di Fattoria di Gratena ma da quello che ho letto sembra un vino assolutamente da assaggiare. Grazie per la tua recensione e complimenti per il piatto con cui l'hai accompagnato sembra molto invitante! Grazie per essere passata sei sempre gentilissima . Un caro saluto :*

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  6. Ciao Concy..amo tantissimo il vino especialmente quello rosso..mi piace sorseggiarlo in compagnia dei miei amici ma anche per accompagnare i miei piatti piu' ricercati..Fattoria Gratena però non la conoscevo ma i suoi vini mi ispirano davvero tanto!!!

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  7. è un ottimo vino :) lo conosco benissimo

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